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Barbari razzisti, non sanno vincere e nemmeno perdere: ecco a voi gli inglesi

Cari barbari razzisti d’Oltremanica, non sapete vincere, ma non sapete nemmeno perdere. Che gran lezione di civiltà avete dato al mondo intero, ieri sera. Avete scaldato i motori ubriacandovi già dal pomeriggio, come d’abitudine, per poi sfogare la vostra barbarica violenza contro tutto e tutti. I leoni d’Inghilterra sarebbero questi? A me paio delle semplici canaglie.

Seguiamo la crono-barbarie dei “leoni” imbriaconi:

  • ora di pranzo: si comincia a trangugiare birra.
  • pomeriggio: prosegue lo sport nazionale, bere.
  • tardo pomeriggio: belli gonfi di birra iniziano atti di vandalismo e caccia agli italiani.
  • Pre-partita: migliaia di persone sfondano i cordoni di controllo per entrare allo stadio senza biglietto
  • Inizio partita: fischi contro l’inno nazionale italiano
  • Fine partita: i giocatori inglesi rifiutano la medaglia al collo, i tifosi proseguono a bere e distruggere tutto ciò che si trova a portata di mano, tifosi italiani compresi.
  • Post-partita: si scatena l’odio razziale dei leoni da tastiera sui social. I tre giocatori che hanno sbagliato i rigori sono rei di essere neri.

Boris Johnson tenta un intervento sul tema: i giocatori della nazionale inglese «meritano di essere trattati da eroi», non coperti da «insulti razzisti sui social media», twittata il biondo premier britannico.

L’oggetto di tale dimostrazione di civiltà sono Bukayo Saka, Jadon Sancho e Marcus Rashford. Ovviamente il più vituperato è il povero Saka. Non è che sia più nero degli altri, è che ha sbagliato l’ultimo rigore. E’ quindi meritevole di maggior odio. Un utente gli ha scritto sul profilo Instagram: “Torna in Nigeria”.

Se il rigore lo aveva infilato era un leone britannico, col rigore sbagliato è solo un negro di merda. Che bella la democrazia più vecchia d’Europa. Quanti e quali insegnamenti dispensa a tutti noi. Civili e tolleranti i barbari, non c’è che dire.

Anche il principe William, secondo in linea di successione alla corona britannica e presidente d’onore della Federcalcio inglese, si unisce alla denuncia degli insulti razzisti contro i calciatori dell’Inghilterra. «Sono nauseato», scrive Willy.

Anche noi.

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