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Cavaliere (SIDMI): “ecco il Ruolo delle Direzioni Assistenziali nelle strategie di Nurse «staffing»”.

Al congresso dell’OPI di Foggia a Pugnochiuso Bruno Cavaliere (SIDMI) illustra il suo punto di vista sul ruolo reale delle Direzioni Assistenziali nelle strategie di Nurse “staffing”.

Qual è il ruolo delle Direzioni Assistenziali nelle strategie di Nurse “staffing” nelle varie realtà italiane? Prova a spiegarcelo Bruno Cavaliere, presidente della Società Italia per la Dirigenza e il Management Infermieristico (SIDMI), intervento ieri pomeriggio al congresso organizzato dall’OPI di Foggia nella splendida cornice del villaggio turistico Pugnochiuso (Vieste, Gargano, Foggia).

Cavaliere ha iniziato la sua relazione ponendosi e ponendo ai professionisti infermieri presenti delle domande:

  • chi siamo (identità)?
  • cosa conta per noi (outcome)?
  • contano di più le nostre paure, i nostri preconcetti o la sostanza delle nostre idee dei nostri risultati?

Il presidente del SIDMI ha cercato di dare risposte ai suoi quesiti dialogando, coinvolgendo ed entusiasmando la platea con il suo argomentare.

Relativamente alla Dirigenza Assistenziale è stato piuttosto chiaro. In Italia lo scenario nazionale è piuttosto disomogeneo e disaggregato. In alcuni ambiti o parti dello Stivale è ben organizzata, in altre aree è ancora ai nastri di partenza o deve ancora essere “pensata”.

Quali sono le proposte di Cavaliere per una Dirigenza Assistenziale del futuro?

In sostanza:

  • il PNRR resta una occasione irripetibile per una leadership più vicina alla collettività;
  • occorre ripensare il paradigma delle Direzioni contro i processi e l’outcome;
  • occorre ripensare i ruoli di direzione;
  • occorre agire e presidiare «staffing» e «setting assistenziali».

Nel novembre 202o la SIDMI presentava il suo Atto di Indirizzo per l’Istituzione delle Direzioni Sanitarie (Di.P.Sa.) in tutta Italia.

Nel suo sunto lo ha illustrato in poche parole:

  • devono essere presenti su tutto il territorio nazionale con denominazione e funzioni omogenee;
  • devono avere un nome comune e subito riconoscibile in tutti gli ambiti assistenziali dove vengono istituire, ad esempio DI.P.SA Direzioni (Dipartimento) Professioni Sanitarie;
  • servono per garantire maggiore qualità e sicurezza delle cure erogate;
  • servono per valorizzare e sviluppare le competenze professionali;
  • servono per garantire il benessere organizzativo dei professionisti.

Il Fundamental Care.

Cavaliere si è poi incentrato sulla qualità e la sicurezza dell’assistenza, parlando di Setting Assistenziali e del Fundamental Care, ovvero quella che comunemente nel nostro Paese viene chiamata “assistenza di base”:

  • Comunicazione ed educazione;
  • Respirazione;
  • Alimentazione e idratazione;
  • Eliminazione;
  • Igiene personale;
  • Abbigliamento;
  • Riposo e sonno;
  • Comfort (ad esempio gestione del dolore);
  • Dignità;
  • Privacy;
  • Libertà di scelta;
  • Movimento;
  • Espressione della sessualità;
  • Sicurezza;
  • Prevenzione;
  • Farmaci.

Il termine ‘fundamentals of care’ (si legge in uno studio di Alisa Palese ed altri studiosi del campo infermieristico) ha origini nel passato e riflette la centralità dell’erogare cure infermieristiche così come atteso dalle persone assistite quando non hanno la capacità di essere autonome (Feo e Kitson, 2016).

Il concetto è stato descritto come quella cura che “implica azioni infermieristiche capaci di rispettare e focalizzarsi sui bisogni fondamentali di una persona per garantire il suo benessere fisico e psicosociale; questi bisogni sono soddisfatti sviluppando una relazione positiva e di fiducia con la persona assistita e la sua famiglia/caregiver” (Feo et al., 2018a).

Esiste una differenza tra i concetti di ‘fundamental care’ e ‘fundamentals of care’: con il primo (=assistenza fondamentale) si intende un concetto ampio che racchiude le fasi dell’assistenza infermieristica, dal processo diagnostico, alla pianificazione sino al soddisfacimento dei bisogni essenziali del paziente (Feo et al., 2018a) delineando un modello ideale di assistenza che enfatizza i risultati che l’infermiere persegue.

I ‘fundamentals of care’ (=fondamenti dell’assistenza) riflettono, invece, gli elementi che costituiscono l’assistenza infermieristica fondamentale: i bisogni essenziali delle persone – sia dal punto di vista fisico che relazionale e psicosociale – e le azioni infermieristiche necessarie a soddisfarli (Feo et al., 2018a).

Quando non vi è un’attenzione adeguata ai FOC, molti aspetti rischiano di essere compromessi, quali la sicurezza e il benessere del paziente (Feo e Kitson, 2016), la comunicazione, la dignità, il rispetto e il supporto emotivo (Feo e Kitson, 2016, Francis, 2013), generando disagio e frustrazione sia nei pazienti che negli infermieri (Feo et al., 2017).

In questo ambito la Dirigenza Assistenziale potrebbe avere un ruolo fondamentale nel management dell’assistito e di tutto ciò che lo circonda.

Lo sviluppo delle carriere.

Cavaliere si è poi soffermato sul cosiddetto “Sviluppo di carriera”, sulla revisione dei ruoli e sulla Governance delle competenze acquisite.

Per prima cosa occorre pensare a professionisti del futuro mediante selezioni che privilegino le competenze, che rispettino l’evoluzione e la specificità dei percorsi e che riconoscano competenze e abilità.

Il sistema attuale di classificazione del personale prevede 5 aree corrispondenti a 5 livelli differenti di conoscenze, di abilità e di competenze professionali acquisite:

  1. Area del personale di supporto;
  2. Area degli operatori;
  3. Area degli assistenti;
  4. Area dei professionisti della salute e dei funzionari;
  5. Area del personale di elevata qualificazione.

Per ciascuna area occorre stabilire dei criteri univoci per selezionare personale realmente preparato in base, come si diceva, alle specializzazioni, alle abilità e alle competenze acquisite.

La Dirigenza Infermieristica in Italia.

In Italia la Dirigenza Infermieristica si dirama in più aree e in più ambiti di responsabilità:

  • Direttore Assistenziale;
  • Direttore di dipartimento;
  • Direttore di Unità operativa Complessa;
  • Responsabile di Unità operativa Dipartimentale semplice;
  • Responsabile di Unità operativa semplice;
  • Dirigente delle professioni sanitarie;
  • Incarichi professionali: di base; di consulenza studio e ricerca; di elevata specializzazione; di altissima specializzazione;
  • Ruoli contendibili e/o accessibili (Direttore di distretto; Socio sanitario; Direttore generale e via discorrendo).

Le strategie di Nurse “sfaffing”.

La continua percezione del fallimento organizzativo, in termini di adeguatezza delle risorse umane, genera spesso turbamenti professionali ed etici negli operatori sanitari. E’ sempre presente la percezione di insicurezza per il proprio operato, con particolare riguardo ai bisogni clinico-assistenziali delle persone assistite.

La letteratura internazionale esamina a fondo i limiti di sicurezza delle organizzazioni, fornendo indicazioni chiare sulle decisioni politiche e organizzative da perseguire.

La corretta e competente gestione del personale infermieristico è necessaria per garantire maggiore qualità, efficienza ed efficacia delle cure.

Lo “staffing”, spiega Cavaliere, serve essenzialmente a:

  • A garantire cure adeguate e sicure;
  • Ad applicare «matrici organizzative»;
  • A garantire piani di assunzione appropriati;
  • A programmare piani di sviluppo formativo appropriati.

Nei setting assistenziali quanto detto si traduce in:

  • Migliori risultati (efficacia);
  • Migliori tecniche (skills);
  • Migliore relazione (empatia);
  • Migliore efficienza (economicità).

In tutto quanto detto finora possono ricoprire un ruolo fondamentale le società scientifiche, tra cui proprio la SIDMI, come pure la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI).

Occorre fare cultura, occorre cambiare il “sistema”.

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