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Censura del nuovo millennio. La libertà è in pericolo

Già nel 1789 la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino recitava: “la libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo. Ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente”.

L’articolo 21 della costituzione Italiana dice testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Ancora più netta la Dichiarazione universale dei diritti umani che afferma: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

La Carta fondamentale dei diritti dell’Unione Europea (stavolta Bruxelles è venuta in soccorso del buon senso) chiude questo quadro normativo come una ciliegina sulla torta asserendo: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.

E quindi il DDL Zan?

Alla luce di queste chiarissime fonti giuridiche dobbiamo soltanto chiederci perché stiamo ancora parlando del DDL Zan. Del quale non mi interessa assolutamente disquisire sul contenuto. Perché non è importante.

Ciò che è veramente importante è il principio liberticida ed assolutista che lo anima.

Qui si tratta di intervenire sulle opinioni degli individui, di limitare la libertà di espressione. Un atto che è alla base di qualsiasi dittatura. Limitare un’opinione equivale a limitarle tutte. Il valore della libertà di espressione o è un valore assoluto o non è un valore!

La libera manifestazione del pensiero non può esistere in forma limitata poiché è una libertà che di per sua stessa natura prende corpo quando è inibito a qualsiasi potere dello Stato di limitarla.

Non si può intervenire sulla libertà di opinione

Se si consente ad un assemblea legislativa, in linea di principio di intervenire sulla libertà di un’opinione, non si potrà in futuro impedire a quella assemblea legislativa di intervenire per limitare successivamente altre opinioni.

Il risultato? Vivremmo in un paese dove chi detiene la maggioranza negli organi parlamentari decide quali opinioni possano essere lecite e quali opinioni non possano essere. Questo è un tratto caratterizzante dei totalitarismi, non delle democrazie liberali.

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Comprendo che coloro i quali si riempiono la bocca con questa frase non sappiano che non l’ha pronunciata Voltaire. Ma non capisco come sarebbero disposti a mandare in galera una persona semplicemente perché propone un’opinione che non condividono, visto che fanno di tale frase il loro vangelo.

Dobbiamo andare sulle barricate contro il DDL Zan non per il suo contenuto. Ma perché è il preludio di una dittatura ideologica che grazie a questo politicamente corretto arrogante, al buonismo ed alla sudditanza al dogmatismo di questa nuova dottrina, rischia di rappresentare il più grave attacco alle nostre libertà civili.

Ogni uomo di coscienza hai il dovere di rigettare tanto scellerati progetti di legge. Ogni individuo libero deve contrastare questa minaccia alla nostra democrazia come qualsiasi altro provvedimento che abbia lo spirito di limitare un diritto assoluto ed inalienabile dell’essere umano.

Leggi anche: DDL Zan adesso è calendarizzato. La curva esulta

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