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Covid, in Germania stop agli interventi non urgenti negli ospedali. In Portogallo torna il Green pass e l’obbligo di mascherina al chiuso

La Germania ha superato la soglia dei 100mila morti per Covid dall’inizio della pandemia. La quarta ondata che ha travolto il Paese nelle ultime settimane non ha ancora rallentato: solo nelle ultime 24 ore sono stati registrati quasi 76mila contagi (un nuovo record) e 351 decessi, che portano il totale a 100.119. Le misure intraprese negli ultimi giorni non hanno ancora prodotto effetti e ora il primo ministro della Sassonia, Michael Kretschmer, non esclude più un lockdown prima di Natale. Una misura sul modello Austria, dove i numeri dei ricoveri in terapia intensiva, vicini al record di sempre, stanno dando ragione alla scelta della stretta generalizzata iniziata questa settimana. Intanto anche in Francia arriva una prima restrizione: il ministro della Salute, Olivier Véran, ha annunciato il ripristino dell’”obbligo di mascherina” in tutti i luoghi pubblici nonché all’esterno in zone di grande affluenza.

La situazione però non è grave solo nei due Paesi tedeschi: non c’è più nessuna regione in verde in Europa nella nuova mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). In Italia il maggior numero delle regioni è in giallo. La Provincia di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia sono in rosso scuro, mentre Provincia di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Val d’Aosta, Liguria, Marche e Lazio sono in rosso. Nel resto d’Europa l’incidenza più alta dei contagi rispetto alla popolazione si registra nell’Europa centro orientale, nei paesi del Benelux in quelli baltici e in Irlanda, tutti in rosso scuro. Spagna, Francia, Svezia e Portogallo sono prevalentemente in rosso.

In Germania – Secondo i dati del Robert Koch Institute pubblicate stamattina, il numero di nuovi contagi ha superato per la prima volta la soglia dei 70mila casi giornalieri, con 75.961 nuove infezioni nell’arco delle 24 ore. Il dato relativo alla scorsa settimana era di 65.371 nuovi casi. L’incidenza nell’arco degli ultimi sette giorni è di 419,7 casi ogni 100mila abitanti, nuovo record dall’inizio della pandemia. Il dato registrato ieri era di 404,5, casi, mentre sette giorni fa era di 336,9. A livello nazionale sono stati registrati 351 nuovi decessi: in Europa la Germania è il quinto Paese ad aver superato la soglia dei 100mila morti, dopo Russia, Regno Unito, Italia e Francia. “Il pericolo è evidente. Sarà possibile prevenirlo solo se c’è una comprensione generalizzata e una consapevolezza comune per evitare contatti e rispettare le misure”, ha dichiarato il politico della Cdu Kretschmer alla Saechsische Zeitung. Se non ci sarà un miglioramento la prossima settimana, “dovremo affrontare la discussione” su un possibile lockdown. Il governatore della Sassonia si è detto convinto inoltre del fatto che l’occupazione dei letti con pazienti Covid aumenterà drasticamente nelle prossime settimane. “Ora ci stiamo preparando a trasferire i pazienti in altri stati federali”. La Sassonia ha fatto registrare – unico Land in Germania – un’incidenza settimanale di 1.074,6 casi per 100mila abitanti.

“È chiaro a tutti noi che la situazione è molto, molto grave” ha dichiarato il ministro della Salute della Baviera, Klaus Holetschek, che ha presieduto una riunione in videoconferenza con i colleghi degli altri 15 Lander tedeschi per discutere misure aggiuntive per affrontare la pandemia di Covid. I ministri hanno concordato all’unanimità sulla necessità di chiedere il rinvio degli interventi elettivi negli ospedali tedeschi investiti dalla violentissima quarta ondata di Covid. Holetschek ha poi ringraziato i Lander meno colpiti che stanno accogliendo nelle loro terapie intensive pazienti degli stati più colpiti, la Baviera, la Sassonia e la Turingia. L’aeronautica tedesca ha messo a disposizione di aerei per questi trasferimenti.

Intanto i medici di terapia intensiva chiedono il vaccino obbligatorio per tutti gli over 18. Una strada senza “alternative” di fronte alla quarta ondata pandemica, che sta investendo il Paese, mettendo il sistema sanitario sotto forte pressione. Gernot Marx, presidente del Divi (Unione tedesca interdisciplinare di Medicina intensiva e d’urgenza), in un’intervista all’Ansa, afferma che, se non si fermerà la crescita dei contagi, il solido sistema sanitario tedesco scivolerà in un stato emergenziale e dovrà adottare modalità di lavoro “in un certo senso da catastrofe”.

In Austria – Nella vicina Austria preoccupa la situazione delle terapie intensive, dove è stata superata la soglia di 600 pazienti. Nelle ultime 24 ore sono stati occupati altri 41 letti portando il numero complessivo a 619. Si tratta del numero più elevato del 2021. Il valore più alto da inizio pandemia è stato invece registrato esattamente un anno fa, il 25 novembre 2020, con 709 letti occupati. Con 600 ricoveri è stata raggiunta la ‘soglia 5‘ che prevedrebbe un lockdown generale, che però è già in vigore perché è stato anticipato di alcuni giorni. Vienne consiglia esplicitamente la vaccinazione di bambini tra i 5 cinque e gli 11 anni. La task force va così oltre la semplice applicazione del via libera dell’Ema. L’Austria attualmente è in lockdown con un’incidenza settimanale di 1.091. Nei giorni scorsi, viste le restrizioni e il Super Green pass, che in Austria si chiama 2-G, ha ripreso slancio la campagna vaccinale tra gli adulti.

In Belgio e Olanda Di fronte alla crescita dei contagi, il governo del Belgio prepara una nuova stretta. Il comitato di concertazione fra le autorità federali e regionali si riunirà venerdì mattina. Sul tavolo, anticipa il quotidiano Les Echo, vi sono restrizioni nel settore della ristorazione, con chiusura a mezzanotte e un massimo di quattro persone a tavola. Il ministro della Sanità, Frank Vandenbroucke, ha anche evocato in parlamento la possibilità di “interrompere” alcune attività, ma non ha detto quali. Secondo Les Echo, il commissario per il Covid, Pedro Facon, ha raccomandato la chiusura dei luoghi dove è impossibile mantenere il controllo sul rispetto delle distanze e l’uso della mascherina, un provvedimento che potrebbe colpire le discoteche ed eventi di massa.

La stretta arriva mentre la media giornaliera dei ricoveri ospedalieri è arrivata a 300, un dato superiore al picco della terza ondata, cresciuto del 19,4% in una settimana. La settimana scorsa è stata superata la soglia dei 500 malati in terapia intensiva, che ora sono arrivati a 654. Si teme che nell’arco di due settimane possano arrivare a mille, in questo paese di 11,5 milioni di abitanti. I contagi giornalieri sono arrivati a 16mila (+53,3% in una settimana) con un tasso di positività del 15,7%. Nell’ultima settimana, vi è stata una media di 37,3 morti al giorno, cresciuta del 33% rispetto ai sette giorni precedenti. Il 75% del totale della popolazione è vaccinato, ma vi sono forti differenze locali: nella regione di Bruxelles le vaccinazioni sono ferme al 59%. Il premier Alexander De Croo, che ha in programma un vertice d’urgenza con i ministri per fare il punto su nuove misure, ha avvertito che l’aumento di contagi e ricoveri è “maggiore delle curve più pessimistiche” delineate la scorsa settimana dagli esperti. In Olanda “saranno necessarie misure pesanti, è fuori dubbio”, ha dichiarato il ministro della salute Hugo de Jonge, e bisognerà solo decidere quando introdurle.

In Portogallo – Anche il virtuoso Portogallo, uno dei paesi più vaccinati al mondo, ha annunciato una serie di misure per frenare la recrudescenza dell’epidemia. Il Paese non sta registrando un aumento di contagi pari a quello di altri paesi d’Europa, ma dal 1 dicembre sarà di nuovo obbligatorio indossare la mascherina nei luoghi chiusi e, per entrare in ristoranti, cinema e hotel, bisognerà fornire un certificato digitale che dimostri l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid-19.

Ci sarà poi una settimana di restrizioni severe dopo le vacanze di fine anno. “Stiamo rilevando un peggioramento della situazione sanitaria”, ha detto il premier Antonio Costa in conferenza stampa dopo una riunione di gabinetto. “Questo è il momento giusto per adottare nuove misure” perché “stiamo entrando in una fase di aumento del rischio”, ha aggiunto. Dal 2 al 9 gennaio, il telelavoro diventerà obbligatorio, le vacanze delle scolaresche saranno prolungate, bar e discoteche chiuderanno i battenti. Con l’87% della popolazione completamente vaccinata, il Portogallo sta vivendo un forte aumento dei contagi. Oggi il Paese ha registrato 3.150 nuovi casi in 24 ore secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie, il livello più alto in quattro mesi.

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