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Diversamente C.H.E.F.: un’omelette al sapore primaverile

Una ricetta semplice e ricca che unisce sapori forti e delicati

Nella vasta e assortita filmografia dedicata al mondo del food si ricorre spesso ad una sequenza molto diffusa in numerose pellicole. Si tratta dell’episodio nel quale lo chef stellato di turno sottopone dei candidati al test per ingaggiare nuovi aspiranti cuochi nella propria brigata. Una sorta di Masterchef ante litteram dove l’esame di solito non riguarda la preparazione di una raffinata ricetta goumet, né quella di una complicata mousse della nouvelle cuisine. L’aspirante cuoco, per dimostrare le sue capacità ai fornelli deve cucinare, nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile, una semplice omelette. Questo aneddoto gastro-hollywoodiano la dice lunga sulla complessità di un piatto apparentemente semplice come una normale omelette che, non di rado, rappresenta la buccia di banana per molti cuochi che sovente la trasformano in una frittata. Prodotto altrettanto gustoso s’intende, ma completamente diverso. Già, ma qual è la differenza tra una preparazione e l’altra?

Pur originando dallo stesso ingrediente, le uova, queste due preparazioni evidenziano delle differenze sostanziali la prima delle quali è la consistenza. Più compatta e soda nel caso della frittata, più cremosa e fluida nelle omelette, mentre per quanto riguarda gli ingredienti aggiuntivi ci sono diverse scuole di pensiero. Nel caso della frittata questi vengono amalgamati con le uova e la cottura viene fatta in padella su entrambi i lati (o in forno) in maniera tale da assicurare una consistenza omogenea senza residui fluidi. Le uova vanno sbattute (con una forchetta o una frusta), ma senza esagerare altrimenti inglobano troppa aria e la frittata si gonfia eccessivamente. Nell’omelette (generalmente a base di un solo uovo, sbattuto con una  frusta elettrica per incorporare più aria) gli ingredienti vengono invece aggiunti nella fase finale della cottura prima di ripiegare l’omelette che va cotta da un solo lato. Ma la cottura deve fermarsi al punto giusto, lasciando all’interno una consistenza sufficientemente fluida, quella che gli chef francesi definiscono come baveuse. Per ottimizzare il risultato finale si può aggiungere all’uovo anche un po’ di latte per conferire un ulteriore tocco di morbidezza.

Importante inoltre anche il grasso di cottura che prevede un filo d’olio per la frittata, mentre per una perfetta omelette è sufficiente un panetto di burro. L’ultima differenza infine riguarda il consumo dei due prodotti: la frittata può essere gustata anche fredda (in alcuni casi è anche migliore) e viene generalmente condivisa tra i commensali a seconda della sue dimensioni; l’omelette va mangiata invece subito dopo la preparazione e viene servita in porzioni singole. Per la nostra ricetta gourmet, pur avendo utilizzato la denominazione di omelette, abbiamo fuso un po’ le due tecniche per realizzare una sorta di secondo piatto primaverile abbinando l’ingrediente principale ad un mix di fiori eduli che danno al piatto un’allegra e vivace nota di colore. Ulteriormente esaltata dalla mezzaluna di decorazione realizzata con polvere di matcha (il famoso thè giapponese) e polvere di baobab (ottenuta dall’essiccazione dei frutti del baobab).

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