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E adesso tocca a Draghi

Ancora Draghi. Non ci sono molte possibilità di fare diversamente. Perché formalmente in Italia il Capo dello Stato dovrebbe essere eletto dalle camere in seduta comune, insieme ai delegati delle regioni. Ma stavolta il sistema politico italiano è instabile, inaffidabile per mantenere impegni internazionali. Nonché a dover rientrare dei prestiti ottenuti dalla comunità europea. Questo costringe anche la più irresponsabile ed inetta classe politica della storia repubblicana a dover fare i conti con la cruda realtà.

Solo Draghi è preso in considerazione a livello internazionale, per poter riconoscere un minimo di fiducia alla disastrata Italia. Se Draghi continuasse fino al 2023 a governare, non ci sarebbe alcuna garanzia che potrebbe permanere successivamente alle elezioni.

Anzi tutto farebbe presumere il contrario. Ossia che le elezioni darebbero vita ad un governo probabilmente politico, successivo una campagna elettorale infuocata, dunque lontano dal modello di unità nazionale attuale.

L’addio di Mario Draghi

Dunque finirebbe l’esperienza dell’ex governatore della BCE. E soprattutto verrebbero meno quelle garanzie che sono non ricercate, ma pretese a livello internazionale sull’affidabilità del nostro paese. Poiché verrebbe meno proprio il personaggio che con la sua presenza rende credibile il sistema paese.

Il tutto è aggravato dalla politica italiana che comunque non è più da tempo capace di esprimere un personaggio di altorilievo. Né di creare un fronte comune in difesa quantomeno della dignità del paese.

Non siamo più ai tempi di De Gasperi all’incontro delle potenze vincitrici a Parigi, che almeno riuscì a salvare la dignità del paese.

I parlamentari attuali non hanno nessun credito a livello europeo, se non in rari casi, e comunque estremamente isolati. Draghi è una imposizione necessaria ad un parlamento non più determinante, di un paese commissariato e non più sovrano.

E non si dica che un presidente che indirizza i governi è anticostituzionale. Prima di tutto poiché ormai in Italia è prassi.

E poi soprattutto perché un paese commissariato non ha più una costituzione alla sua base.

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