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Euro 7, Le Maire: “Normativa inutile. Serve politica industriale per affrontare Cina e Usa”

“L’Euro 7 è inutile”. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, è stato tranchant nel giudizio riguardo ai nuovi standard sulle emissioni nocive dei gas di scarico delle auto e dei furgoni, che dovrebbero entrare in vigore nel 2025.

A margine della cerimonia di inaugurazione della prima Giga Factory del gruppo Automotive Cells Companies (ACC) a Billy- Berclau, in Francia, Le Maire ha infatti ulteriormente spiegato una posizione in parte già nota, anche mettendola in rapporto con l’approvazione da parte di Bruxelles dello stop alle auto con motore endotermico previsto per il 2035: “Non dobbiamo spendere soldi, miliardi, su norme che Cina e Usa non impongono ai loro costruttori. E’ inutile distrarre risorse dagli investimenti nell’elettrico”, ha detto.

Una posizione condivisa anche dal ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, anch’egli intervenuto alla cerimonia, che ha ricordato come sulla normativa Euro 7 Italia e Francia abbiano dato insieme “un forte altolà alla Commissione“.

Allargando il discorso, Le Maire ha chiarito che il vecchio continente deve “mostrare i muscoli“, studiando l’introduzione di dazi per proteggere la propria industria: “Dobbiamo affrontare la sfida cinese che non ci farà nessun regalo soprattutto su auto, aerei e lancia razzi spaziali. Dobbiamo reindustrializzare l’Europa e difendere i nostri campioni, le nostre competenze e i nostri posti di lavoro”, ha spiegato il ministro francese.

Un esempio di tutto questo, secondo Le Maire, sta proprio in investimenti come quello della Giga Factory di Billy- Berclau: “è un grande giorno per l’industria europea e francese. Per la prima volta dopo Airbus, l’Europa crea una nuova filiera: quella delle batterie elettriche nell’Alta Francia”.

Si tratta del primo di tre nuovi impianti di produzione programmati da ACC su suolo europeo: gli altri due sorgeranno in Germania e in Italia, a Termoli. ACC (Automotive Cells Company) è frutto di una joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies che, attraverso la sua filiale Saft, è l’ideatrice della tecnologia utilizzata da ACC e applicata alle sue celle.

E’ stato proprio il numero uno del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, a parlare del progetto: “Cominciamo una nuova fase, grazie anche alla qualità della collaborazione fra tre grandi Stati (Francia, Italia e Germania, ndr) che ci hanno accompagnato in questo progetto. Siamo riusciti a collaborare anche se spesso gli interessi non coincidono. È una trasformazione darwiniana. Contribuiremo al progetto di produrre in Europa il 23% delle celle delle batterie”, ha detto il top manager. Delineando anche la strategia per gli anni a venire: “Faremo due gigafatory in Nord America, una in Canada e una negli Stati Uniti. Sappiamo che avremo bisogno di una terza e di una quarta negli Stati Uniti. Ci saranno degli annunci”.

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