Articoli

Giorno della memoria: fumetti italiani per ricordare

Nel 2000 il Parlamento Italiano scelse il 27 gennaio per celebrare il Giorno della Memoria, nel ricordo delle vittime  dell’Olocausto. Cinema, arte e letteratura hanno affrontato in molte forme la tragedia della Seconda Guerra Mondiale e i terribili effetti della follia umana. 

Anche il mondo dei fumetti raccoglie il compito di preservare il ricordo di quegli anni, che sia una rappresentazione cruda della realtà o una scelta più poetica, evidenziandone l’attualità. Tra il fumetto e la Shoah vi è ormai un legame indissolubile: dimostrato dagli innumerevoli titoli, tra nuove proposte e riedizioni.

In libreria, proprio il 27 gennaio, arriva anche “La lettera perduta” di Manuela Santoni, una graphic novel dedicata ai più piccoli che racconta con estrema delicatezza gli orrori del passato. La protagonista del libro è una bambina introversa che parla con un gatto e non vuole imparare a nuotare. Un giorno il vento le porta una lettera misteriosa, legata ad una vecchia storia della seconda guerra mondiale, difficile da conoscere e da accettare.

Un viaggio tra i fumetti per non dimenticare la Shoah: nuovi titoli e grandi classici per tutti

Tra i fumetti italiani, vi sono anche due proposte di Coconino Press, casa editrice italiana di fumetti.

Il primo titolo è “Bartali. La scelta silenziosa di un campione“, di Julian Voloj e Lorena Canottiere, una biografia a fumetti del grande ciclista italiano che si sofferma sulla sua immensa umanità. Il libro racconta, infatti, l’attività di Gino Bartali a favore degli ebrei: egli trasportò, all’interno della sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità e fuggire così dalle persecuzioni naziste.

Il secondo titolo è una riedizione: “Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi” di Pietro Scarnera.

Vincitore del prestigioso Prix Révélation al Festival di Angoulême, il libro restituisce attraverso le immagini la complessità dell’autore italiano, soffermandosi non solo sull’esperienza del lager, ma anche sulla sua professione di scrittore e chimico. 

Leave a Reply

Your email address will not be published.