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Il silenzio (elettorale) è d’oro e va rispettato

Silenzio! È assolutamente ovvio in una democrazia che chi è sceso in piazza sabato a Roma aveva il pieno ed inalienabile diritto di farlo, pacificamente e senz’armi, come stabilito dalla nostra Costituzione. Non si può impedire a nessuno nella nostra Repubblica di manifestare liberamente il proprio pensiero.

I violenti vanno messi in carcere. Sì badi bene: sia i violenti di destra che di sinistra. Ed in ogni circostanza sono da condannare.

I centri sociali molto spesso hanno riempito le strade di violenza esattamente come avrebbe fatto Forza Nuova. Io sono il primo a chiedere giustizia condannando l’assalto alle sedi sindacali.

Però in uno stato democratico questo potere spetta ai giudici. Quindi si rimandi alla magistratura, l’unica legittimata ad intervenire, di prendere severi provvedimenti nei riguardi degli esecutori. E se ritengono dell’organizzazione.

Non sono le assemblee elettive a dover chiudere i partiti in un paese realmente democratico, ma i giudici. E possono farlo solo in presenza di comprovate incompatibilità con la costituzione vigente.

Nessuna manifestazione prima delle elezioni!

Adesso autorizzare una manifestazione sabato 16 ottobre per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova diventerebbe l’occasione ed il mondo di strumentalizzare la giornata. Addirittura in contrasto con il doveroso silenzio elettorale alla vigilia del voto.

Io non sono per negare di poter manifestare. Va benissimo fare la manifestazione il giorno 23 o va benissimo farla anche un giorno dopo il voto. Ma la data del 16 ottobre è inaccettabile perché diventerebbe strumentale. E vanificherebbe anche il significato steso dell’evento, che dovrebbe essere eventualmente trasversale ed aperto a tutte le persone di qualunque colore politico.

Basta usare questi temi da una parte o dall’altra. Dovrebbero essere un patrimonio collettivo della coscienza nazionale. A costo di fare intervenire il presidente Mattarella, imponiamo il rispetto del silenzio elettorale, pretendiamo che le regole della democrazia siano rispettate da tutti.

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