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La Chiesa contro il Ddl Zan: vìola il Concordato. Medioevo 3.0

Il Ddl Zan vìola il Concordato tra Stato e Chiesa. Perché il nostro è uno stato laico di stampo confessionale. Una democrazia genuflessa ai retaggi medievali di un’Istituzione, la Chiesa Cattolica, avvinghiata a privilegi ridicolmente anacronistici. Stavolta è il turno del Concordato sottoscritto nel 1984, accordo che andava ad apportare alcune modiche all’originale documento. Eh sì, i nostri pii clerici e questa repubblichina da operetta sono sempre lì, ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.

Perché Mussolini è il Male Assoluto, ma quando fa comodo va bene pure lui. Guai a toccare quei meravigliosi – per la Chiesa – accordi che hanno reso Papa & Co. dei privilegiati di stampo coloniale. Intoccabili. E pace se poi nella guasta Istituzione dilaga la pedofilia sotto lo sguardo indifferente dei signori porporati; e pace se il Vaticano ha un debito stimato di 5 miliardi di euro su tasse immobiliari non pagate dal 2005 ad oggi per le strutture con fini commerciali. Dettagli, spiccioli, chiappette.

Non vorrete mica dare delle seccature al vicario di Cristo e ai suoi innumerevoli sostituti? Non sia mai.

La politica, come da copione, si piega docile alle doglianze para-divine del clero. Tutti sono disponibilissimi ad ascoltare con attenzione le preoccupazioni della Santa Sede. Mielosi, oleati ad un potere che di religioso, non prendiamoci per i fondelli almeno, non ha proprio niente.

Denaro e potere politico, questa è la Chiesa Cattolica. Il resto sono chiacchiere per allocchi.

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