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La tragedia di Torre del Greco è frutto della cultura eutanasica ed abortista

Tutti sappiamo cosa è successo a Torre del Greco purtroppo.

Una mamma, se così si può definire, ha ucciso suo figlio, probabilmente, perché pensava fosse autistico o comunque affetto da ritardo mentale.

La tragedia nella tarda serata di domenica 2 Gennaio.

A.G., di 40 anni, ha confessato di aver fatto annegare suo figlio nelle acque antistanti località La Scala a Torre del Greco (Napoli).

Nello sconcerto del padre del bimbo, la donna avrebbe sostanzialmente ammesso di avere contribuito alla morte del figlio nella convinzione che lo stesso soffrisse di ritardi mentali.

Nel rispetto che una tale tragedia impone, rispetto che si vorrebbe anche quando è il padre a rendersi colpevole di un siffatto delitto, una riflessione amara è d’obbligo.

Il movente. La cultura dello scarto

Secondo quanto riferisce la Procura, non c’era alcuna conferma dal punto di vista sanitario che il figlio fosse affetto da problemi di ritardo mentale.

Ma il movente principale sarebbe stato quello.

La donna, ritrovata in mare, sul litorale torrese, con il bambino tra le braccia, è purtroppo vittima della propaganda di una sottocultura che sta dilagando.

La cultura dello scarto contro la quale persino Papa Francesco, tanto beneviso dai radical chic, si scaglia.

L’uomo, se ‘difettato‘ o presunto tale, malato, anziano o anche solo indesiderato è meritevole della morte. Questa è l’ultima frontiera dei ‘diritti’, dell’eutanasia e dell’aborto fino alla nascita, tanto in voga a sinistra.

Alla Pontificia Accademia della Vita il 26 di  settembre dell’anno scorso, Bergoglio ha parlato dei i bambini mai nati.

Con “quella legge dell’aborto che li manda al mittente e li uccide direttamente”.

È giusto eliminare, fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Questo è l’aborto”.

Ma la “cultura dello scarto”, oggi, riguarda anche gli anziani: radici di saggezza della nostra civiltà che oggi non vogliamo.

E qui il Papa ha denunciato quella che lui chiama “eutanasia nascosta”.

Le medicine sono care? Se ne dà la metà soltanto”.

La speranza dei bimbi che ci portano la vita che ci fa andare avanti, e la speranza che è nelle radici che ci danno gli anziani. Scartiamo ambedue”.

Stiamo attenti a questa cultura dello scarto – è stato il monito di papa Francesco.

Non è un problema di una legge o dell’altra, è un problema dello scarto”.

Un bambino malato, o presunto tale, non è da ‘scartare’, ma da amare ed accudire maggiormente. Chi ha spinto una madre a determinarsi ad un gesto tanto tragico quanto innaturale, si senta complice di questo dramma.

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