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L’Omino Bianco è razzista, la finocchiona omofoba

Mi meraviglio come questo mondo possa sopravvivere al razzismo imperante delle nostre vite. Basta andare ad un banale supermercato che ci possiamo accorgere di quanto la schifosa società consumista e capitalista cerchi di avvelenare le nostre coscienze.

Siamo costantemente bombardati da messaggi discriminatori e di incitamento all’odio. Razziale e di genere. È sicuramente un mondo meschino gestito in maniera scientifica dalle multinazionali del potere. Da big-pharma, dalle scie chimiche e dal 5G.

Provate ad andare al banco salumeria. Ma solo se avete coraggio. E mi raccomando: non andateci con un bambino piccolo perché potrebbe essere pericoloso.

Cominciamo dal prodotto più discriminante: il Negronetto. Ma vi rendete conto? Oltre a eessere razzista, discrimina anche i bassi di statura. Roba da Corte dei diritti dell’Uomo (e della Donna, per carità!). Per non parlare poi della casa produttrice: Negroni. Vergognatevi! E anche la forma, poi… Chiara allusione al membro maschile.

Ma continuiamo pure: una prelibatezza di alta salumeria: il culatello di Zibello. Mi sembra istigazione all’omofobia bella e buona. E sempre sull’avversione verso la diversità di gusti sessuali, come non citare la toscanissima finocchiona? Con punte di perversione e accanimento con la versione “sbriciolona”, roba da galera.

Poi, non domi e paghi della cattiveria italiana, andiamo anche all’estero: il patanegra. Una crasi tra l’organo genitale femminile e una donna di colore. Sessisti e razzisti in un colpo solo. Ci sta di vedersi arrivare le femen sotto casa a protestare. E con ragione.

Dai salumi ai detersivi, si peggiora

razzismoLasciamo la gastronomia e andiamo al settore detersivi. Qui non solo troviamo il razzismo più bieco e strisciante. Ma c’è anche l’insulto della presa di giro e la mortificazione femminile. In poche parole: siamo stronzi e fieri di esserlo. Il maledetto “omino bianco”. Intanto: perché omino e non donnina? Poi: perché bianco? Non avrebbe potuto essere asiatico? O nero? No, deve per forza esserci la supremazia imposta della razza ariana! Ma la cosa peggiore, a mio avviso, è che il famigerato “omino bianco”, se lo guardate con attenzione, è NERO! Ma allora c’è astio vero. Proprio derisione della razza. 

Aspetta, cosa vedo laggiù? Il lucido da scarpe color “testa di moro”. Ma cosa pensate di essere in Virginia alla fine del 1800? Nelle piantagioni di cotone? Esigo che tutto questo doventi politically correct.

E che magari cominciassimo ad usare un po’ di buon senso. Usare il cervello no, non lo posso chiedere. Perché per usarlo bisognerebbe pure averlo.

n.b.

I prodotti riportati non sono minimamente a scopo commerciale, quanto a far capire la deriva imbecille che ha preso questo mondo triste e sconsolato che ha paura del razzismo e delle discriminazioni. Quando invece dovrebbe aver paura solo di sé stesso. Perché potrei continuare a lungo: il vino passerina marchigiano, come marchigiane le fichette di carnevale. Passerina è anche il panino fiorentino. Dai, mi fermo qui.

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