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Origines la mostra di Maggie Cardelùs da Nilufar manda in scena i suoi pendenti talismano

Della dimensione di un monolocale, Nilufar25MQ non è il classico spazio espositivo ma il luogo ideale per monografiche compatte e inaspettate. È qui, all’interno del suo headquarter nel quadrilatero milanese, che Nina Yashar sperimenta liberamente, offrendo agli artisti una vetrina sul centro città. Fino al 19 marzo questa galleria nella galleria ospita la personale Origines di Maggie Cardelùs, con una collezione di pendenti, NeckPieces, dal valore talismanico, in cui l’artista ispanico/americana ha assemblato pelli di scarto provenienti dalla filiera della moda ed elementi in bronzo realizzati a mano; a fare da ostensori ha installato inoltre nella stanza, tinteggiata di colori ombrosi, cinque sculture chiamate Anatomies, in pelle e cera. Gli uni e le altre si appartengono: sia formalmente, perché condividono l’intreccio quasi organico nella fattura, sia perché le collane, con le lunghe bande nappate, vivono ospiti delle sculture che le accolgono come un’aura. Sono gli strumenti di un rituale. «Volevo che i miei NeckPieces fossero collocati in un luogo di appartenenza; un luogo che sostituisce il corpo umano e allo stesso tempo suggerisce un luogo di origine» spiega l’artista; e infatti queste forme rappresentano per lei molte cose diverse, come «corpi scomposti e smontati, imbarcazioni, fiori, cornici, nidi, caverne, altari, giare, emanazioni, libri, coperte e altro ancora». 

Uno dei NeckPieces “Origines” di Maggie Cardelùs. Foto Maggie Cardelùs/Courtesy The Artist and Nilufar 

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