News

Roland Garros: semifinale epica tra Rafa e Nole, ma in finale ci va il Djioker

La colonna sonora che mi accompagna in questi minuti suona “Mirage” dei Satin Jackets. Le seminfinali al Roland Garros. Tsitsipas, greco di 22 anni, pur soffrendo ha battuto in 5 set il tedesco Zvevrev, con il punteggio di 63 63 46 46 63. Uno Tsitsipas in lacrime per aver raggiunto la sua prima finale Slam. Complimenti al tennista greco. Un tennista giovane, che da lunedì sarà il nuovo numero 4 del ranking mondiale comunque vada mandando indietro l’austriaco Thiem che questo torneo non lo ha proprio giocato perché si è autoeliminato con un primo turno inguardabile. Tsitsipas è un “One hand Backand”.

Merce rara. Ma non così rara. Certo giocare il rovescio ad una mano è sempre più raro. Sono quasi tutti bimani. Dicono si dia più forza alla palla e ci si stanchi meno. Ma la bellezza e l’eleganza di questo colpo è una delle cose belle del tennis a prescindere che il numero uno sia Two Hands o One Hand.

Non amo il gioco di Zvrevev e si è capito chiaramente. Mi chiedo ancora come possa essere in Top Ten, come il nostro Berrettini sia dietro di lui in classifica. Inspiegabile. Non mi appassiona. Motivi tennistici sia chiaro. Alto, lungo, solo fondocampo. E solo battuta. L’ho visto a Roma contro Berrettini nel 2019, dove ha perso, e Matteo già allora era più forte. Ma parecchio. Boh. Non mi capacito. Matteo forse ha vinto poco, ma è stabile da due anni in Top Ten, ha fatto i quarti in tutti gli Slam, certo gli manca qualche vittoria ha avuto un infortunio ma il nostro italiano se gioca 10 volte contro il tedesco lo batte 9 volte. Punto.

Tsitsipas invece gioca un tennis vario. È bravissimo da fondo e a rete, ha una gran battuta. Certo con quelle gambe storte cammina sempre tutto strano e è alto pure più di uno e novanta con le spalle larghe e le gambine torte. Non mi piace come si muove, ma ha un tennis molto efficace. Certo se trova “carattere” può ancora crescere. E crescere vuol dire entrare nei primi tre. Le potenzialità ci sono. Mette da parte il padre padrone prende un coach di livello è fa il numero 1 per un po’. Ci può stare. Ma chi comanda è il padre, quindi difficile che ciò accada.

Due di questi 3 sono Rafa Nadal e Nole Djiokovic che si sono presi a “sportellate” nell’altra semifinale.

Si conoscono troppo bene.

Gli “Head to Head” sono 29 incontri vinti da Nole contro i 28 vinti da Rafa. Su terra, tipo qui al Roland Garros, a casa di Rafa Nadal, i testa testa sono 7 incontri Nole e 19 Rafa, e quindi sul veloce 22 incontri Nole e 9 Rafa.

Ho il prezioso aiuto del mio amico Angelo che mi ricorda statistiche e punti focali del tennis, lui c’è dentro la materia molto più di me. Conosce i sassolini del Pietrangeli a Roma ad uno a uno.

Ma ….. sulla terra Rafa ha sempre dettato legge come viceversa sul veloce Nole.

Quindi questa semifinale….. vale. Vale tantissimo.

Il risultato finale come avete potuto capire dal titolo è stato in favore di Nole Djiokovic per 36 63 76 62 in quattro ore e undici minuti.

Dicevamo che hanno giocato 58 volte contro. Ecco il terzo set di questa semifinale tra questi due mostri sacri entra di diritto nella storia degli scambi epici del tennis. Poco importa se non si è tifosi di Rafa o Nole, io che tifo Roger per esempio ho l’orticaria a poter pensare che Nole domani può arrivare a 19 Slam vinti, ma da tennista un set a questa maniera vi dico subito che se non lo avete visto avete perso qualcosa di importante. Come ho scritto nel precedente articolo, roba da buttare via il telefonino ed il telecomando. Roba da far vedere ai bimbi che si approcciano al tennis, ma anche ai diciannovenni italiani che già lo giocano. Tipo quei due che vengono continuamente nominati in tutti gli articoli di tennis scritti da italiani.

Rafa e Nole hanno messo in piedi uno spettacolo unico. Nole ha detto alla fine: la miglior partita mai giocata al Roland Garros e una delle mie migliori tre in assoluto di tutta la mia carriera. Certo lui è gasato. Vede il diciannovesimo Slam alla portata.

Ripeto, vedetevi questo fine di secondo e questo terzo e quarto set. Fate in modo di vederli. Soprattutto voi  giocatori di Circolo. Sono d’ispirazione. È stata una cosa violenta da quanto intensa. Angoli e finezze in ogni dove. Ho letto stamani un commento di Ubaldo Scanagatta che ha detto che nemmeno il più stiloso di tutti, Roger, ha mai giocato così un set sulla terra battuta. Io ci credo. Non ho la conoscenza del circuito che uno come Ubaldo ha e dunque se lo dice lui ci credo.

Ma io non ci volevo credere. Ed il quarto set è finito perfino 62 in favore di Nole.

Adesso che succede? Nole ha già vinto contro Tsitsipas? Non credo, Tsitsipas ha lo score migliore di tutti da inizio anno. L’unica cosa che può fregare il greco è che questo torneo non è un Master1000, non è un ATP500 non è la Coppa Davis. Questo torneo è lo Slam, al meglio dei 5 su due settimane, e questa finale è il settimo incontro. E Nole prima di lasciarsi sfuggire il diciannovesimo si farà uccidere sul campo. Questo Nole, lo scrivo e lo ripeto da tempo, con Roger fuori causa, con Rafa chiuso con 4 set a Parigi sulla terra, questo Nole può in questo anno solare arrivare ad essere il tennista con più Slam vinti e realizzare il Grande Slam.

Ho l’orticaria. Domani pomeriggio non la guardo. Comunque vada, sarà un match di finale notevole perché ambedue hanno le motivazioni per fare propria la partita.

E come in un sogno onirico aspetto Roger che da lunedì gioca sull’erba di Halle, e dopo su quella di Wimbledon. Magari mi restituisse le emozioni del 2019…… per un’ultima volta.

Grazie Roger per questi vent’anni. Ci hai fatto una gran compagnia. A me mancherà il tuo tennis.

Buona finale amici tennisti

La colonna sonora adesso propone “Wonderwall” degli Oasis

Leggi anche: Il libro: “Hitler e Mussolini. Lettere, documenti, intercettazioni telefoniche”

www.facebook.com/adhocnewsitalia

www.youtube.com/adhoc

Tweet di ‎@adhoc_news

SEGUICI SU GOOGLE NEWS: NEWS.GOOGLE.IT

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *