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Salvini, Capuano, la Russia, lo spionaggio italiano e gli interessi americani

Armi Ucraina

La nota di Francis Walsingham

Esiste o non esiste un documento che attesti contatti tra il consigliere di Matteo Salvini per i rapporti internazionali, Antonio Capuano, già parlamentare di Forza Italia, e Oleg Kostyukov, “importante funzionario dell’ambasciata russa” in Italia?

Non è una domanda peregrina visto che Il diplomatico, tra le altre cose, avrebbe chiesto a Capuano “se i ministri della Lega fossero intenzionati a rassegnare le dimissioni dal governo”, secondo le rivelazioni del quotidiano La Stampa in un articolo del 28 luglio a firma di Jacopo Iacoboni secondo cui, in sostanza, ci sono sospetti di ingerenze russe per far cadere il governo Draghi.

L’articolo del quotidiano La Stampa cita “documenti di intelligence”: si sostiene che, tra il 27 e il 28 maggio, vi sarebbero stati contatti tra il consigliere di Matteo Salvini per i rapporti internazionali, Antonio Capuano, già parlamentare di Forza Italia, e Oleg Kostyukov, “importante funzionario dell’ambasciata russa” in Italia.

Il documento però non trova conferme al vertice dei Servizi italiani. “Le indiscrezioni apparse sul quotidiano La Stampa, in merito all’attribuzione all’intelligence nazionale di asserite interlocuzioni tra l’avvocato Capuano e rappresentanti dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, per far cadere il governo Draghi, sono prive di ogni fondamento come già riferito al Copasir, in occasione di analoghi articoli apparsi nei mesi scorsi”, ha scandito subito dopo la pubblicazione dell’articolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Franco Gabrielli, autorità delegata alla sicurezza nazionale e ai Servizi.

Le informazioni rivelate dalla Stampa e attribuite all’intelligence italiana sarebbero state comunicate anche «ai competenti livelli istituzionali», ha messo per iscritto – dopo la versione di Gabrielli – la direzione de La Stampa che tiene il punto sulle rivelazioni relative a presunti contatti tra la Lega e la diplomazia russa e delle presunte pressioni di Mosca sui ministri leghisti perché facessero cadere il governo. Il quotidiano diretto da Massimo Giannini «conferma che i documenti visionati dal nostro giornale sono una sintesi informale del lavoro d’intelligence sulla vicenda».

Ma c’è dunque un documento o una sintesi informale?

Il giorno dopo l’uscita del pezzo de La Stampa il quotidiano Domani chiosa: “Il 10 giugno La Verità pubblica un articolo sugli affari di Capuano. Anche stavolta, le informazioni sembrano provenire da fonti che hanno ascoltato direttamente i colloqui. Nelle righe finali, viene riporta esattamente la notizia pubblicata ieri dalla Stampa”.

Non solo: il quotidiano Domani – nell’articolo di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian – aggiunge: “La vecchia notizia dalla Verità torna in prima pagina sulla Stampa, e assume un sapore assai più rilevante: non solo perché intanto il governo è davvero caduto anche per mano della Lega, ma perché viene citato un documento dell’intelligence che conterrebbe virgolettati precisi di quei colloqui. Nel pezzo non parla mai di intercettazioni da parte del controspionaggio, ma diversi testimoni spiegano a Domani che il contenuto delle telefonate tra Capuano e Kostyukov verrebbe proprio dalle “preventive” ordinate mesi prima dall’Aisi”. Insomma c’è stato uno “spionaggio dei nostri servizi”.

Il Sottosegretario con delega ai Servizi dice in maniera burocratica ma chiara: non siamo stati noi a fornire notizie alla stampa. Sul noi si può discutere.Non si discute invece la sostanziale veridicità dei fatti raccontati da @jacopo_iacoboni che infatti non vengono smentiti

— Armaro sono (@Armarosono) July 29, 2022

Di fatto, la smentita di Gabrielli viene smentita dalle rivelazioni (non smentite) del quotidiano Domani, che si domanda: “Quante intercettazioni inedite di Capuano hanno ancora in mano i nostri servizi e/o altri soggetti di apparati stranieri?”.

Apparati americani, per la precisione.

Scrive infatti il quotidiano La Stampa: “Nella scena di questa spericolata operazione gli americani si accorgono dei movimenti e cercano di marcarli”.

Chiosa con Start Magazine un analista che segue a fondo codeste vicende: “Le intercettazioni sono dell’Aisi ma le hanno anche gli apparati americani che hanno interesse a farle uscire”.

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  • 31 Luglio 2022

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