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Sanità toscana: il Re è nudo

Se la propaganda degli ultimi dieci anni ci ha costretto a pensare alla sanità toscana come al modello migliore possibile, adesso i nodi della mancanza di capacità nella gestione risultano evidenti.

In passato, si è agito per la centralizzazione delle strutture sanitarie. Con vere e proprie fusioni delle Organizzazioni che hanno portato conseguenze negative almeno sono quattro aspetti:

  • Accentramento del potere in un settore strategico come la Sanità che vede una grande concentrazione di denaro pubblico.
  • Eliminazione, riduzione e depotenziamento della sanità territoriale, vicina ai cittadini, (con evidenti problemi di perequazione territoriale), che sarebbe stata molto utile in epoca di pandemia.
  • Aumento della complessità di tipo finanziario, (dove si è verificato il risparmio?).

Si pensi anche alle “Società della Salute” che hanno deluso ampiamente le aspettative.

  • Taglio del personale del servizio sanitario regionale vicino a un – 10% del totale.

Con Giani la situazione è peggiorata

Dall’insediamento del nuovo Presidente di Regione targato sempre e solo Partito Unico ed Eterno, le cose non sono certo migliorate. Fin dai primi mesi si è dato ampio spazio ad incarichi, costituzione di nuove direzioni, creazione di nuove “professionalita”.

Ma il personale sanitario è allo stremo, Il Presidente di Regione lamenta che la “mamma Stato” non gli manda le risorse economiche per fare nuove assunzioni, in una visione non di efficienza dell’azione di governo regionale, che risparmia, evita gli sprechi, ma con una visione opportunista dei soldi pubblici.

Il bilancio approvato è la fotografia della regione Toscana. Con una voragine di 500 milioni.

Un bilancio che taglia sul sociale, dalle famiglie con disabili ai malati di Sla, che taglia sul  turismo, sulla cultura, sulla scuola, sulla sicurezza urbana e sulle infrastrutture. (la Toscana è il fanalino di coda per i trasporti per i pendolari)

Un bilancio che viene portato in pareggio, come prevede la legge, solo grazie ad artifizi contabili, tagli e sottostima delle reali condizioni della spesa sanitaria.

Però si afferma che tutto sarà sistemato con i fondi europei, la cui programmazione per la fase 2021-2027 è in Toscana in clamoroso ritardo.

Il maxiemendamento poi, per garantire i servizi essenziali, risulta irrisorio. Su un valore complessivo del bilancio di quasi 10 miliardi di euro, il valore del maxiemendamento risulta essere inferiore ai 20 milioni. Ma così il Partito Unico ed Eterno ha risolto le sue tensioni interne.

Dopo un anno dall’insediamento si potrebbe affermare che la spesa sanitaria non è sotto controllo? E se i conti non tornano il Governo centrale commissarierà la Toscana?

Siamo certi, che anche in quel caso,  il Partito Unico ed Eterno continuerà a parlare di Modello Toscana e di grandi investimenti.

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