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Vecchi proletari e nuovi padroni. La Commissione Europea

La Commissione Europea, dopo aver disattivato anche per il 2023 l’ormai obsoleto Patto di Stabilità, ha trasmesso al nostro Governo le “raccomandazioni” finalizzate all’implementazione del Pnrr e all’accesso ai fondi europei.

Si tratta di un elenco di cose da fare che, prefigurando un futuro di tasse e sangue, disegna una vera e propria corsa ad ostacoli per l’economia italiana. Chiamata a nuovi durissimi sacrifici. Bisogna comunque riconoscere che queste raccomandazioni, chiarendo anche brutalmente la natura dei rapporti di forza esistenti all’interno dell’Unione Europea, hanno perlomeno il merito di strappare il velo rassicurante di certo conformismo buonista. E di diradare la fitta nebbia di balle e mezze-verità alimentata da Palazzo Chigi con l’attiva complicità di una informazione asservita.

La patrimoniale del catasto

Per cui appare ormai chiaro -tanto per fare un esempio- che la prevista riforma del Catasto si tradurrà di fatto in una patrimoniale. Perché cos’altro può voler dire: «l’allineamento dei valori catastali ai valori di mercato correnti»? Col risultato di trasformare la casa da bene rifugio a tomba sicura del risparmio di tante famiglie italiane.

Certo, fa impressione osservare come l’antico lessico della politica si sia piegato alle esigenze del potere finanziario che governa l’Europa. Fino a chiamare “riforme” quelle che, in realtà, sono tasse o tagli alla spesa sociale. Ciò che però più colpisce in queste raccomandazioni è l’insistenza sulla moderazione salariale.

Secondo Van der Leyen e compagni, per rendere più competitiva la produzione europea tenuta a confrontarsi nel mercato globale, la ricetta è una sola: abbattere il costo del lavoro contenendo i salari. Ed ecco allora il suggerimento a servirsi di quella che chiamano la «opportunità» dei rifugiati. Ossia ad utilizzare in lavori a bassa retribuzione le migliaia di Ucraini in fuga dalla guerra e, si presume, disposti a tutto per la propria sopravvivenza.

L’idea, insomma, è quella di fare dei rifugiati ucraini un esercito proletario di riserva. Pronto anche a sostituire all’occorrenza quei lavoratori europei che dovessero rivendicare miglioramenti retributivi. E questo alla faccia delle applaudite comparsate di Zelenski sugli schermi dei vari Paesi! È proprio vero che al cinismo e all’ipocrisia di questa Unione Europea non v’è limite.

Il preciso disegno dei migranti

Ma, indignazione a parte, per noi non è una sorpresa né tantomeno una novità. Da tempo infatti andiamo dicendo che la continua invasione di migranti in terre europee (peraltro ben organizzata da Ong e associazioni a vario titolo finanziate) risponde ad un preciso disegno. Teso a ridurre il potere di contrattazione dei lavoratori europei e ad eliminare buona parte dei diritti sociali. E che perciò tutta la retorica buonista sull’accoglienza totale e indiscriminata serve solo a mascherare sordidi interessi di sfruttatori e trafficanti di esseri umani. Un bolso e strumentale umanitarismo che tradisce le ragioni dell’umanità.

Detto questo, non ci stupisce più neppure il silenzio della cosiddetta Sinistra o dei Sindacati che ad essa fanno riferimento. Sono troppo impegnati a discutere di fascismi immaginari o di diritti di genere per occuparsi dei problemi reali dei lavoratori e delle imprese. E poi, diciamocela tutta, alla gente di Sinistra così glamour com’è, non possono piacere i lavoratori, troppo grigi e antiquati.

Le piacciono semmai i moderni brillanti Signori del Mondo: quei padroni della finanza che, riunitisi in questi giorni al World Economic Forum di Davos. Discutono di transizioni ecologiche e di altre belle cose per vedere, in realtà, come riorganizzare le nostre vite in un universo sempre più virtuale e come narrare il nostro tempo per meglio addomesticarci. Nel segno di un costruttivismo sociale che tende ad omologare e omogeneizzare persone e cose al fine di superare diversità, differenze culturali e divisioni di classe. Perché nel mondo nuovo aperto e globale tutto può essere più semplice, con due sole caste. Quella dei pochi dominatori (cioè loro) e quella dei milioni e milioni di dominati. Altro che Sole, è la Tenebra dell’Avvenire quella che ci viene prospettata.

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