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Virus West Nile, raddoppiano i casi ma è tutto sotto controllo

Gli esperti rassicurano e l’Istituto superiore di sanità fornisce il bollettino con gli ultimi aggiornamenti. Finora sono 7 i decessi su 94 casi di infezione da virus West Nile. Tutti i dettagli

Un altro virus sta circolando, per ora nel Nord Italia. È il West Nile o febbre del Nilo che, secondo gli esperti non deve generare eccessive preoccupazioni, ma l’Istituto superiore di sanità (Iss) lo sta monitorando e afferma che nell’ultima settimana i casi di infezione “sono più che raddoppiati”.

Fonte: Iss

IL MONITORAGGIO

In Italia, la sorveglianza epidemiologica del West Nile è curata dal Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss e dal Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, in collaborazione con il ministero della Salute.

A regolarla è il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, che integra una parte relativa alla sorveglianza dei casi umani e una parte relativa alla sorveglianza veterinaria.

IL VIRUS NEGLI ANIMALI

La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici, ha confermato la circolazione del virus West Nile in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia e Sardegna.

In particolare, il Cesme ha confermato 4 focolai clinici negli equidi in Veneto.

Fonte: Iss

Il virus è stato riscontrato anche in 15 uccelli appartenenti a specie bersaglio – come gazza, cornacchia grigia e ghiandaia – in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto.

Fonte: Iss

Sono risultati positivi anche 10 uccelli selvatici in Veneto, Lombardia e Sardegna, così come 100 pool di zanzare catturati in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte Emilia Romagna e Lombardia.

Fonte: Iss
Fonte: Iss

Non è stato invece rilevato il virus in nessuna azienda avicola.

IL BOLLETTINO DELL’ISS

Dal primo caso umano, segnalato a giugno nella provincia di Padova, oggi secondo l’ultimo bollettino dell’Iss con dati aggiornati al 2 agosto 2022, le infezioni confermate sono 94, più del doppio rispetto ai 42 segnalati la scorsa settimana.

Dei 94 totali, 55 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (16 in Emilia Romagna, 33 in Veneto, 4 in Piemonte e 2 in Lombardia); 19 casi sono stati identificati in donatori di sangue (3 in Lombardia, 11 in Veneto, 4 in Emilia Romagna, uno in Piemonte); altri 19 sono stati i casi di febbre (2 in Lombardia, 16 in Veneto, 1 in Emilia Romagna); e, infine, un caso sintomatico (in Veneto).

Tra i casi confermati sono stati inoltre notificati 7 decessi: 5 in Veneto, 1 in Piemonte e 1 in Emilia Romagna.

Fonte: Iss

COME VA NEL RESTO D’EUROPA

Al 27 luglio, i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) riferiscono che nei Paesi dell’Unione europea, oltre all’Italia, sono stati segnalati 12 casi umani in Grecia e 1 in Slovacchia. Altri 16 casi sono stati notificati dalla Serbia.

IL VIRUS USUTU

Il virus Usutu, isolato la prima volta in Sudafrica nel 1959, ha una certa somiglianza con il West Nile e, sebbene non sia stato segnalato alcun caso umano, gli esperti lo hanno identificato in 33 pool di zanzare e 4 uccelli in Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio e Veneto.

Fonte: Iss

NIENTE PANICO

È vero che quest’anno il virus è apparso con un mese di anticipo rispetto al solito e che non esiste un vaccino ma il numero dei casi è “confrontabile a quello registrato negli altri anni non epidemici e lontano dai valori registrati nel 2018”, rassicura Concetta Castilletti, coordinatore del Gruppo di lavoro sulle infezioni virali emergenti dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli).

Nel 2018, ricorda Dire, in Italia “sono stati osservati 42 decessi in 244 casi autoctoni accertati per la quasi totalità, tranne una delle segnalazioni in Sardegna, in tutte le province della pianura padana: Piemonte, Emilia, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia”.

Anche il professore Massimo Galli ridimensiona la situazione parlando con i numeri: “Certo che il West Nile è un virus pericoloso ma niente paura. Immaginiamo di avere davanti a noi un iceberg: in cima c’è la percentuale di persone che hanno un’infezione fatale, che sono circa lo 0,1% del totale delle infezioni, se non meno. Più dell’80% delle infezioni nell’uomo è asintomatico, circa il 20% è rappresentato dalle febbri West Nile, ovvero infezioni che danno una sintomatologia febbrile che dura alcuni giorni, senza complicazioni. L’1%, o un po’ meno, del totale delle infezioni dà luogo a encefaliti, in cui una persona su dieci va all’altro mondo”.

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